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The unbearable lightness of being (1984)

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The unbearable lightness of being (1984)
Nel 1982 Milan Kundera scrive un libro destinato a diventare uno dei maggior successi degli anni Ottanta- una sorta di manifesto. Uno dei motivi è dovuto sicuramente alla forma, quella di 'romanzo filosofico'. L'amore e il rapporto di coppia vengono indagati dall'autore attraverso le lenti e gli strumenti della speculazione filosofica. Il famoso incipit del libro trae ispirazione da uno dei massimi concetti di Nietzsche: «L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?.»
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  • Praga from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Praga

    Praga è la città dove vive e lavora uno dei protagonisti, Tomáš, brillante chirurgo e dongiovanni senza cura.

  • Repubblica ceca from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Repubblica ceca

    In un paesino di poche anime vive Tereza, altra protagonista del romanzo. Qui incontrerà Tomáš e verrà travolta da un sentimento che la spingerà a spostarsi e seguirlo. «Aveva incontrato Tereza per la prima volta circa tre settimane prima in una piccola città della Boemia. Non erano stati insieme nemmeno un’ora. Lei lo aveva accompagnato alla stazione e aveva aspettato con lui fino al momento in cui era salito in treno. Dieci giorni dopo venne a trovarlo a Praga.»

  • Praga from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Praga

    Tereza si stabilisce a Praga e comincia la sua vita assieme a Tomáš, qui la giovane ragazza scoprirà le sofferenze della gelosia dovuto alla natura del medico. Praga è anche uno sfondo politico molto importante- siamo nel 1968- tra la Primavera di Praga e l’ invasione da parte dell’ esercito sovietico.

  • Zurigo from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Zurigo

    Un'offerta di lavoro da parte di un medico svizzero spinge Tomáš a spostarsi a Zurigo e a portare con sè Tereza, diventata nel frattempo sua moglie. «Era l'agosto del 1968, Tomáš riceveva ogni giorno telefonate da una clinica di Zurigo. Il direttore della clinica, con il quale Tomáš aveva fatto amicizia durante un congresso internazionale, temeva per la sua sorte e gli offriva un posto. [...] Chi desidera abbandonare il poste dove vive non è felice. Per questo Tomáš accettò il desiderio di Tereza di emigrare come un colpevole accetta la sentenza. Vi si sottomise e un giorno si ritrovò con Tereza e Karenin nella più grande città della Svizzera.»

  • Ginevra from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Ginevra

    «Ginevra è una città di getti d'acqua e fontane, e di parchi con chioschi dove un tempo suonavano le orchestrine. Anche l'università si perde fra gli alberi.» Ginevra è la gita dove si trasferisce Sabina, pittrice e amante storica di Tomáš. Qui conosce Franz professore sposato e idealista che ben presto si innamora di lei. «E non ti importa» chiese Tomáš «che Sabina sia emigrata anche lei in Svizzera?» «Ginevra non è Zurigo» disse Tereza «Mi darà certo meno fastidio là che non a Praga.» [...]

  • Stati Uniti from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Stati Uniti

    Alla fine del romanzo i quattro personaggi si disperdono per il mondo, prendendo strade diverse e allontanandosi. Sabina trova la sua dimensione di libertà- lontana dai dettami politici sovietici e dalla supremazia del 'Kitsch'. «Ma come, non è forse vero che sotto il comunismo l'arte moderna è perseguitata? Lei rispose arrabbiata: «il mio nemico non è il comunismo, è il Kitsch!» Da allora comincio a circondare la sua biografia di mistificazioni, e quando più tardi si ritrovò in America , riusciì addirittura a tenere nascosto di essere ceca. Non era altro che un disperato tentativo di sfuggire al Kitsch nel quale la gente voleva trasformare la sua vita. »

  • New York from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    New York

    Sabina si rifugia a New York, in una tranquilla inaspettata e continuando a interpretare il ruolo dell'amante. «Aveva conosciuto quel vecchio a New York. Era ricco e amava i quadri. Viveva con la moglie della stessa età in una villa di campagna. Di fronte alla villa, sul suo terreno, c'era una vecchia stalla. La trasformò in studio per Sabina, la invitò lì e passava tutto il giorno a seguire i movimenti del suo pennello. [...] Il cammino dei tradimenti di Sabina continuerà e di tanto in tanto, dal suo intimo, risuonerà nell'insostenibile leggerezza dell'essere una canzone ridicola e sentimentale che parla di due finestre illuminate dietro le quali vive una famiglia felice.»

  • Cambogia from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Cambogia

    Franz spezzerà i suoi rigidi schemi andando in Cambogia grazie all'invito di un amico a partecipare ad una Grande Marcia. «Si, dice Franz tra sè e sè, la Grande Marcia coninua, malgrado l’indifferenza del mondo, ma diventa nervosa e frenetica, ieri contro gli americani che occupavano il Vietnam, oggi contro il Vietnam che occupa la Cambogia, ieri per Israele, oggi per i Palestinesi, ieri per Cuba, domani contro Cuba e sempre contro l’America, ogni volta contro i massacri e ogni volta in appoggio ad altri massacri, l’Europa marcia e per seguire il ritmo degli avvenimenti e non lasciarsene sfuggire nessuno il suo passo diventa sempre più veloce, sicchè la Grande marcia è un corteo di gente che corre e si affretta e la scena è sempre più piccola, fino a che un giono non sarà più che un punto senza dimensioni.»

  • Europe from the book "The unbearable lightness of being (1984)" by Milan Kundera

    Europe

    Il romanzo si conclude con Tereza e Tomáš assieme in un posto di campagna, in cerca di una loro vita di coppia lontano dal resto. «È un amore disinteressato: Teresa non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? A mai amato qualcuno più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.»