I luoghi di
C'era due volte il barone Lamberto

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C'era due volte il barone Lamberto
Sul lago D'orta, nell'isola di San Giulio abita il vecchio e richissimo barone Lamberto, circondato da impiegati che ininterrotamente ripetono il suo nome. Quale segreto si nasconde dietro questo misterioso rituale? Un viaggio alla scoperta dei luoghi attraverso i personaggi
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  • Isola San Giulio, piemonte dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    Isola San Giulio, piemonte

    Barone Lamberto: <<Sull'isola di San Giulio c'è la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio (ha novantatre anni), assai ricco (possiede ventiquattro banche in Italia, Svizzera, Hong Kong eccetera), sempre malato. Le sue malattie sono ventiquattro. Solo il maggiordomo Anselmo se le ricorda tutte. Le tiene elencate in ordine alfabetico in un piccolo taccuino: asma, arteriosclerosi, artrite, artrosi, bronchite cronica, e così avanti fino alla zeta di zoppia>>.

  • Egitto dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    Egitto

    Santone: << Il barone Lamberto possiede una villa anche in Egitto a due passi dalle piramidi. D'inverno va in Egitto a cuocersi al sole le vecchie ossa, specialmente quelle lunghe, il cui midollo è tanto importante perchè è la fabbrica dei globuli rossi e bianchi. Così anche quella volta vanno in Egitto. Però ci restano poco. Difatti succede che, durante una passeggiata lungo il Nilo, incontrano un santone arabo e fanno un pò di conversazione con lui. In seguito a questo incontro il barone Lamberto e il maggiordomo Anselmo volano in Italia con il primo aereo e tornano a chiudersi nella villa sull'isola di San Giulio, a fare certi esperimenti.>>

  • Roma dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    Roma

    Ottavio: << A Roma c'è la cupola di San Pietro. Dall'alto della cupola, se si sa dove guardare, si vede un attico circondato da un grande terrazzo, dove siede sotto un ombrellone un giovane sui trentacinque anni, dalla'spetto meditabondo. E' ottavio, il nipote del barone Lamberto, che riflette. Egli ha perso al gioco dei birilli l'utlimo avanzo del patrimonio lasciatogli dalla sua povera mamma. Oggi l'oste gl imanderà il conto delle gazzose, che consuma a centinaia, offrendone generosamente agli amici. Come farà a pagare?>>

  • via giovannetti, orta san giulio dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    via giovannetti, orta san giulio

    Duilio: << ... Ottavio sale sul motoscafo e si avvia piano piano. Così piano che si fa sorpassare da una barca carica di turisti olandesi in gita d'istruzione. essi vanno sull'isola a visitare la famosa basilica del santo. Li porta il barcaiolo Duilio, che tutti chiamano Caronte per dimostrare che hanno letto i clasici. I turisti gli gridano qualcosa in olandese, ridendo. Ottavio non si offende. Tanto più che ben presto quella barca, dopo aver toccato appena il piccolo imbarcadero dell'isola, si stacca come scottata e torna indietro. Caronte rema più in fretta che mai, e passando, grida anche lui qualcosa. - Cos'ha detto? - Sull'isola non si può sbarcare. Ci sono i banditi. - Ma quali banditi? - Vada pire avanti, se ci tiene ad incontrarli, ma non dica che non l'ho avvertito.>>

  • Pettenasco, piemonte dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    Pettenasco, piemonte

    Banditi: << i banditi sono arrivati per via d'acqua, a piccoli gruppi, sotto vari travestimenti. Alcuni hanno affittato una barca a pettenasco. Erano in uniforme da boy scouts, hanno spiegato che venivano da domodossola in gita. Altri hanno rubato a Omegna, prima dell'albaa, un'imbarcazione a vela apparentemente al primario dell'ospedale. A Pella, ricorderanno due frati allegri e simpatici che si sono fatti portare all'isola in motoscafo e dpo aver pagato il pilota gli hanno dato anche la benedizione.>>

  • Ameno dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    Ameno

    Giornalista Inglese: << Un giornalista inglese ha piazzato la sua tenda nei boschi sopra Ameno e di lì, ogni mattina, si gode lo spettacolo del Monte Rosa che esce dalle nuvole alla luce del sole, quando ancora tutte le altre montagne sono sepolte in una nebbia azzurrina, e le chiama, una dopo l'altra, a disporsi nel paesaggio, una dietro l'altra, una accanto all'altra, fino a riempire tutto lo spazio sotto il cielo. Il giornalista ha descritto con entusiasmo l ospettacolo in un articolo che il suo direttore ha buttato nel cestino, dettando subito dopo un telegramma urgentissimo: Lascia perdere il paesaggio, la gente non vuole sapere cosa fa il Monte Rosa, ma che cosa fa il barone Lamberto>>.

  • piazza mario motta, orta san giulio dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    piazza mario motta, orta san giulio

    ventiquattro direttori generali: <<Il terzo giorno arriva un pullman con l'aria condizionata. Per concessione speciale del vigile urbano, impressionato dal suo contenuto, l'autista può parcheggiare in piazza, che sarebbe pedonale. E' targato MI, che significa Milano. Ne scendono per primi ventiquattro signori vestiti di grigio scuro. Poi ne scendono altri ventriquattro signori, un pò più giovani, vestiti di blu. Quarantotto camicie bianche e quarantotto cravatte tutte insieme fanno un bellissimo effetto. E chi sono mai? Sono i ventiquattro direttori generali delle banche di proprietà del barone Lamberto, ciascuno con il suo segretario per prendere appunti, correre al telefono, portare la borsa dei documenti. La folla trattiente il respiro. Chi ha mai visto ventiquattro direttori generali di banca in una volta sola? In carne ed ossa, con le scarpe lucide, molti con gli occhiali, tutti con un aria severissima. - Largo,largo, - fanno i segretari. A fatica si forma nella ressa un sentiero, lungo il quale, in fila indiana, i ventiquattro signori, e poi anche gli altri ventiquattro, si avviano per schierarsi sulla riva, in vista dell'isola. Ecco, si levano tutti insieme quarantotto cappelli, in segno di rispetto. Se li rimettono. restano lì in piedi, immobili, a guardare.>>

  • Lago D'orta dal libro "C'era due volte il barone Lamberto" di Gianni Rodari

    Lago D'orta

    Epilogo Il lago d'Orta, nel quale sorge l'isola di San Giulio e deò barne Lamberto, è diverso dagl ialtri laghi piemontesi e lombardi. E' un lago che fa di testa sua. Un originale che, invece di mandare le sue acque a sud, come fanno disciplinatamente il lago maggiorem i llago di Como e il lago di Garda, le manda a nord, come se volesse regalare al monterossa, anzichè al mare Adriatico. Se vi mette a Omegna, in piazza del municipio, vedrete uscire dal Cusio un fiume che punta dirittto verso le Alpi. Non è un gran fiume, ma nemmeno un ruscelletto. Si chiama Nigoglia e vuole l'alrticol oal femminile: La Nigolgia. Gli abitanti di Omenga sono molto orgogliosi di questo fiume ribelle..Sempre pensare con la propria testa. Si capisce che poi, alla fin dei conti, il mare riceve le sue spettanze: difatti le acque della Nigoglia, dopo una breve corsa a nord, si gettano nello Strona, lo Strona le porta al Toce che le evrsa nel lago Maggiore e di qui via Ticino e Po, esse finiscono nell'Adriatico. L'ordine è ristabilito. Ma il lago d'Orta è contento l ostesso di quello che ha fatto. E' sufficiente come spiegazione di una favola che obbedisce solo a se stessa?