I luoghi di
Esperimento con l'India (1975)

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Esperimento con l'India (1975)
Lo scrittore e giornalista italiano Giorgio Manganelli intraprese nel 1975 un viaggio in India. Il resoconto è diventato un libro pieno di riflessioni personali e descrizioni di uno scenario orientale che si scontra con un immaginario occidentale. «Che cosa so, penso, fantastico, dell'India? Come, credo, molti europei ideologicamente perplessi ho l'impressione che l'India sia un luogo ad alto tenore di Dio, una foresta che produce scimmie, pavoni ed asceti; qui esistono ancora i Maestri, i Profeti, e quando si parla della Verità non si allude ad un caso giudiziario, ma alla Verità totale, cosmica; ecco, l'India non sarà mica un paese cosmico? Per noi che di cosmico non abbiamo più niente, eccetto un po' di astrologia settimanale, potrebbe essere un trauma intollerabile.»
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  • Mumbai dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Mumbai

    Bombay - come veniva chiamata al tempo di Manganelli- è la prima tappa del viaggio in India. Dall'aeroporto lo scrittore ci descrive il tragitto e le prime immagini per giungere all'ingresso della città, alla cosiddetta 'Porta delle Indie'. «entrare a Bombay provenendo dall’aeroporto da’ la sensazione di conoscere un qualche grande corpo penetrandolo dallo sfintere: giacché non v'è dubbio che il lungo itinerario mi porterà al centro di Bombay, che si trova in periferia, ha attinenza con l'ano e le pudende della città. Si passa attraverso una doppia o tripla fila di casupole messe insieme con pezzi di lamiera, legni, tele; ma casupole non sono: piuttosto tane mobili, covili erratici; su una serie di questi posatoi qualcuno ha con bizzarra ilarità dipinto dei festosi sintomi religiosi. Il tassì passa attarverso questi luoghi umani, ignorato, come attraverso un muro di pazienza secolare: una pazienza piagata e non avvillita. La sensazione che provocano le casupole infime, sudice, infette, barcollanti tra rigagnoli e immondizie, è stranamente liberatrice: non c’è alcun tentativo di velare, di nascondere, di eludere la fondamentale sporcizia dell’esistere, la sua qualità escrementizia e torbida, viene vissuta con pacatezza; io vengo da un continente di gabinetti candidi, e mi trovo lanciato nel cuore di un mondo che non paventa di sfoggiare i propri escrementi.»

  • Flora fountain mumbai dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Flora fountain mumbai

    Alcuni monumenti di Mumbai sono considerati dallo scrittore come degli 'strani oggetti' in contraddizione con il resto della città. «Chi si mette in strada dalla Porta delle Indie verso la città incontra strani oggetti, alcuni dei quali meritano una breve annotazione. Ad esempio, è impossibile vivere pochi giorni a Bombay senza continuare a girare attorno alla Fontana di Flora; e ci si può chiedere quale mite demenza induceva gli inglesi a mettere su costruzioni allusive alla Grecia, o vagamente «antico romane»; ma sta di fatto che questo mostro di importazione è diventato popolarissimo»

  • Horniman circle, Mumbai dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Horniman circle, Mumbai

    Alcune somiglianze con la capitale inglese sono lampanti, come nel caso del quartiere delle banche. «C'è un quartiere delle banche e, mi pare, imparentato con i tribunali, che pare trapiantato da Londra, e non delle migliori- il colossale Horniman Circle, palazzi disposti lungo un cerchio, luoghi imprendibili della finanza e della giustizia.»

  • Churchgate, Mumbai dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Churchgate, Mumbai

    La famosa stazione Churchgate è associabile alla famosa Charing Cross di Londra.

  • Crawford market dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Crawford market

    Il Crawford Market è uno dei rari luoghi di questo paese dove si può incontrare l'abbondanza e la ricchezza attraverso i cibi e i prodotti di lusso in vendita. «vi sono mercati- come il Crawford Market, orgoglio dell'India- dove potete stremarvi di tutti gli odori speziati in cui vi cuoce l'aria tiepida dell'India; mercati non poveri, che, almeno qui a Bombay, danno certa prova dell'esistenza di una India non miserabile; mercati di verdure e valigie- quante valigie si vendono mai in India - stoffe e sigari, tè e tessuti, in una confusione tranquilla, anche ordinata, come se tutte le cose che rendono tollerabile l'esistenza si fossero date convegno e fossero intente ad una festiva cerimonia, piena di odore e di colore.

  • Chowpatty dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Chowpatty

    Chowpatty non è una zona che troverete consigliata dalle guide turistiche, Manganelli ci descrive anche la prostituzione di Bombay e la figura del mendicante con un atteggiamento 'da osservatore' piuttosto che moralistico. «Delle tre guide che adopero- la Nagel, la Rushbrook, più nota come Murray, infine la Fodor- una sola, la prima ha il coraggio di nominare Foras e Falkland Road. Sono le due strade della prostituzione di Bombay: ma dire 'strade' in India vuol sempre dire chilometri. Sono alle spalle di Chowpatty, l'occidentale lungo mare di Bombay: e con le strade adiacenti formano una sorta di città postribolare, chiaramente progettata, inventata, costruita secondo un modello mentale omogeno. Le case sono basse, generalmente ad un piano; a pian terreno sui gradini stanno, in piedi e accoccolate, le donne, altre stanno al primo piano, dietro il graticciato che ha guadagnato a queste case il nome di 'gabbie'. Praticamente è una distesa ininterrotta di bordelli, con i numeri illuminati per avvertire che la casa funziona.»

  • Ajanta dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Ajanta

    Manganelli si sposta da Bombay per raggiungere le grotte di Ajanta- (il più grande monumento storico del mondo riconosciuto dall' Unesco). «Misteriosa è Ajanta; lavorata a partire dal secondo secolo avanti Cristo, abbandonata, con la decadenza del buddhismo indiano, forse verso l'ottavo secolo, lasciata alla impervia protezione della giungla. Per mille anni rimase ignota: raccontano che la scoperse un inglese che inseguiva una tigre, magica e feroce. [...] Nei dipinti di Ajanta appare quella che fu forse, per un breve e perduto momento, una possibile immagine del mondo, insieme drammaticamente agevole e tragicamente inaccessibile.»

  • Ellora dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Ellora

    Manganelli resta ancora più affascinato dai trentaquattro templi scavanti nella roccia della località di Ellora e dalle atmosfere simili a 'sogni pietrificati' «Come ad Ajanta, ad Ellora si tocca in modo spietato quella mite terribilità che sconvolge il visitatore dell'India. E' inutile dire che il tempio di Kailāsa è 'bello': quasi mai il gesto estetico indiano agisce in modo così pacamente lusinghiero. Il tempio di Kailāsa, che fa mura dei lati del monte appena levigati, che nasce tutto dal sasso, e che insieme è lezioso, maestoso, affollato, taciturno, ovviamente retto da un arcaico legame di simboli, ha qualcosa di angoscioso, di fondo, il sapore di una nascita da sempre in corso. [...] Un tempio come questo è pressoché impossibile 'vederlo': esso va abitato, da ogni punto vedi qualcosa e qualcosa perdi, sei immerso in una sommessa esplosione di linguaggio, in qualunque punto ti collochi senti frammenti di un discorso occulto e intenso, un discorso che mescola danza, ironia, gioco, gioielli, tutto celebrato da esseri polimorfi, demoni del cielo ed angeli d'abisso.»

  • Aurangabad dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Aurangabad

    Dopo l'incanto dei templi di Ajanta e Ellora, lo scrittore si sposta nella città moghul di Aurangabad. «Aurangabad è una città di tombe moghul; ma non è tragica né sinistra; in questo sterminato paese, l'India, non esistono tombe, se non mussulmane e cristiane; gli induisti bruciano i cadaveri, i parsi li danno a divorare agli avvoltoi: e dovunque si ha sentore di morte fertile e selvatica.»

  • Goa dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Goa

    A causa di numerose inondazioni in gran parte dell'India settentrionale, Manganelli si dirige al sud scegliendo come prima tappa l'immancabile Goa. «Goa è diversa. Prima di arrivarci avevo letto tutto quello che si poteva ricavare da ampie e minuziose guide; non c'è niente da fare: è impossibile leggere alcunché e trovare che il luogo che dobbiamo visitare è più o meno simile. Non ci si orizzonta nemmeno.»

  • trivandrum dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    trivandrum

    Manganelli si sposta in aereo da Goa per raggiungere Trivandrum, nella regione meridionale dell'India, l''irrequieto' Kerala. «Ad una estremità della lunga strada attorno alla quale si schierano le minuscole, litigiose e meridionali casette di Trivandrum, si alza un nobile tempio dedicato a Viṣṇu, sotto il nome di Padmanabha. Il Kerala è vishnuita, cioè vi prevale il culto di Viṣṇu, mentre in tutto il Sud fiorisce il culto del dio Śiva.»

  • Padmanabhaswamy temple dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Padmanabhaswamy temple

    Il culto di Viṣṇu si presenta allo scrittore attraverso le narrazioni scultoree del tempio di Padmanabha. «Mi dicono che questo tempio è altamente tipico, e tanto vale che lo guardi con attenzione. L'aspetto esterno mi dice che sono in un altrove tra gli altrove di cui è fatta l'India. Costruito in duro sasso, il tempio presenta una bassa facciata sulla quale si aderge l'inverosimile capigliatura del gopuram.»

  • capo comorin dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    capo comorin

    Manganelli si dirige nel punto più meridionale della penisola indiana che si presenta diversamente dall'immaginario descritto nei libri di geografia. «Bella è la strada per il Capo Comorin, ma il Capo è, un'altra volta, un baraccone; gitanti, banchetti di cibi, file di suore biancovestite, barche, venditori ambulanti: l'ombelico del mondo è festoso. Il mare è calmo, al largo appaiono le due isole; sulla maggiore, un brutto edificio un po' paceliano commemora la meditazione di Vivekananda.»

  • madurai dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    madurai

    La tappa di Madurai è stata fortemente consigliata a Manganelli da alcuni giovani fra le rovine di Ellora. La città si presenta allo scrittore con un carattere mistico senza eguali- un 'lunapark teologico'. «Aggirandosi per lo sterminato tempio di Madurai, si avverte qualcosa che si vorrebbe chiamare 'il modo asiatico di scoprire gli dèi': un procedimento che si alimenta da una vocazione ai sogni, e da un lato ne ha l'infinita inconsistenza e l'erratica inventività; e, insieme, riesce a pietrificare codesta materia sognata, lasciandole tutta la sterminata dilatazione labirintica, la genealogia delle incarnazioni, tutte successive e tutte contemporanee.»

  • Chennai dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Chennai

    Finalmente Manganelli giunge a Madras (Chennai) meta agognata fin dall'inizio del viaggio. «Sono a Madras, e sto male; oh, il mio corpo non c'entra; moderatamente efficiente, attende ai suoi compiti con diligente monotonia; forse le gambe sono un po' rattristate, ma molto non dicono. Per quanto mi sia sgradevole supporlo, l'anima, il di dentro, la fodera è quel che soffre. [...] Qualcosa mi ha inchiodato a Madras, tra tutti i luoghi dell'India , qualcosa che non vedo, no capisco, ma che so che nasce da una miscela catastrofica di Occidente e di Oriente. Madras è una gradevole città, vastissima, ma relativamente meno affollata delle città indiane; grandi parchi separano quartieri pacati. Ha un amabile lungo mare. E' perfino una città distensiva.»

  • Calcutta dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    Calcutta

    Lo scrittore giunge a Calcutta- città impossibile, allegoria e rivelazione. «E Calcutta mi chiama con una gran voce: è una roca voce di carne malata, una festa epidemica, il clangore dei devoti della dea Kali- la Madre- un luogo decrepito e giovane, un cadavere neonato.»

  • New Delhi dal libro "Esperimento con l'India (1975)" di Giorgio Manganelli

    New Delhi

    Il racconto di questo viaggio si conclude con l'arrivo nella 'bizzarra' capitale, Nuova Delhi. «Qui il clima è dolce, al mattino e alla sera conforta un'aria mite e amica. Ma non è India. Delhi è antica: ha reliquie turche, reliquie afghane, corrucciate e poderose.»