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Il richiamo della foresta | The Call of the Wild (1903)

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Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)
Scritto nel 1903 dal grande romanziere statunitense Jack London, Il richiamo della foresta racconta la storia del cane Buck- simile a un lupo- che verrà sottratto dalla fattoria del padrone per essere addestrato e utilizzato come cane da slitta dai ricercatori d'oro del Klondike. «Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo quale guaio stava bollendo in pentola, non per lui soltanto, ma per tutti i cani d'una certa mole con forte muscolatura e un caldo e lungo pelo, dallo stretto di Puget fino a San Diego.»
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  • Santa Clara Valley, California dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Santa Clara Valley, California

    La prima parte della storia si svolge in California, a Santa Clara Valley, dove Buck vive in un fattoria da quattro anni. «Viveva Buck in una grande casa nell'assolata Valle di Santa Clara; il posto era noto come residenza del giudice Miller. Discosta dalla strada, la casa era seminascosta tra gli alberi, attraverso i quali si poteva scorgere la grande e ombrosa veranda che correva attorno ai quattro lati. »

  • San Francisco dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    San Francisco

    Dopo essere stato venduto dal padrone, Buck si ritrova legato malamente e messo in un bagagliaio in direzione S.Francisco. Il cane comincia il suo iter di sballottamenti e maltrattamenti senza tregua. «Intontito, con un dolore insopportabile alla lingua e alla gola, e quasi strangolato a morte, Buck tentò di far fronte ai suoi aguzzini. Ma venne sbattuto al suolo e soffocato ripetutamente, finché i due non riuscirono a limare e levargli il grosso collare d'ottone che aveva al collo. La corda fu quindi tolta di mezzo, ed egli venne gettato in una cassa a forma di gabbia. Qui rimase, per il resto di quella notte tremenda, covando la sua ira e il suo orgoglio ferito. Non riusciva a comprendere cosa significasse tutto ciò. Cosa volevano da lui, quegli strani uomini? Perché lo tenevano rinchiuso in quella stretta cassa? Senza sapere perché, si sentiva oppresso dalla vaga sensazione d'una incombente scaigura.»

  • Seattle dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Seattle

    Buck viene trasferito da un carro a un altro, su un traghetto, per giorni messo su un vagone merci dentro una cassa fino a venire scaricato nella città di Seattle. Qui verrà di nuovo colpito dalla brutalità degli uomini e venduto nuovamente da un certo Perrault, un franco- canadese. «Era stato battuto, lo sapeva, ma niente in lui s'era spezzato. Capì, una volta per tutte, di non avere alcuna possibilità contro un uomo armato di bastone. Aveva imparato una lezione che non avrebbe scordato per tutta la vita. Quel bastone fu una rivelazione. Era stato il suo biglietto d'ingresso nel regno della legge primitiva, che egli aveva incontrato a metà strada, sul suo cammino. I fatti della vita assumevano ora un aspetto più crudele; e, mentre li affrontava senza esserne intimidito, l'incontro risvegliava tutte le latenti astuzie della sua natura.»

  • queen charlotte canada dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    queen charlotte canada

    Insieme ad altri cani, Buck viene imbarcato verso le gelide terre canadesi. Le prime sensazioni di freddo e il contatto con la neve sono soltanto l'inizio di una nuova e ardua vita nel Nord. «Giorno e notte la nave vibrava al pulsare instancabile dell'elica, e, sebbene un giorno fosse uguale all'altro, Buck s'accorgeva che l'aria stava diventando a poco a poco più fredda. Un bel mattino infine l'elica s'arrestò; e un atmosfera di eccitazione pervase tutto il Narwhal; di ciò si rese conto Buck, al pari di altri cani, ed ebbe coscienza che qualche novità era imminente. François pose i cani al guinzaglio e li condusse sul ponte. Ai primi passi sulla superficie fredda, le zampe di Buck affondarono in qualcosa di bianco e morbido, simile a fango. Egli si ritrasse sbuffando, ma anche dall'aria veniva giù quella roba bianca. Si scrollò, e gliene cadde addosso dell'altra. La annusò con curiosità, poi tentò di leccarla; bruciava come fuoco e scompariva subito. La cosa lo rese perplesso. Tentò di nuovo, col medesimo risultato. Intorno a lui gli astanti ridevano rumorosamente, ed egli n'ebbe vergogna, senza capire di che si trattasse. Era infatti, quella, la sua prima neve.»

  • dyea, alaska dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    dyea, alaska

    Il secondo capitolo intitolato 'La legge della zanna e del bastone' ci racconta i primi momenti vissuti da Buck nella spiaggia di Dyea. Sono molte le emozioni e le continue attività, stimoli, pericoli di questo nuovo universo primordiale che il cane si trova ad affrontare per la prima volta in vita sua. «La prima giornata di Buck sulla spiaggia di Dyea fu una specie d'incubo. Ogni ora fu colma di sorprese e violente emozioni. Improvvisamente strappato dal cuore della civiltà, era stato gettato nel bel mezzo d'un mondo primordiale; non si apriva certo davanti a lui una vita d'ozio, sotto il sole, e senz'altro da fare che andarsene a spasso e annoiarsi. Qui non c'era mia requie né quiete, né un momento di sicurezza. Tutto era confusione e attività, e, ad ogni attimo, la vita era in forse e il corpo in pericolo.»

  • chilkoot dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    chilkoot

    Le giornate nel grande Nord passano tra combattimenti fra cani e un addestramento dedicato alla resistenza e alla velocità. Lungo la dorsale del Chilkoot (Alaska) la slitta è trainata dagli animali in mezzo alla neve e al ghiaccio. «In quella durissima giornata di lavoro, percorsero il Canon, attraverso il Sheep Camp, fin oltre le Scales e la fascia boschiva, per ghiacciai e cumuli di neve alti cento piedi, e oltre la dorsale del Chilkoot, che divide il versante sul mare da quello interno, come una minacciosa sentinella del triste e solitario Nord.»

  • Bennett Lake, Canada dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Bennett Lake, Canada

    «Scesero quindi a gran velocità attraverso la catena di laghi formatisi nei crateri di vulcani spenti, e, a notte inoltrata, raggiunsero un grande accampamento all'estremità del lago Bennett, dove migliaia di cercatori d'oro costruivano barche in vista del disgelo di primavera.»

  • lebarge lake dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    lebarge lake

    Con pazienza e grazie al suo carattere dominante, Buck sviluppa forza e astuzia nel fronteggiare gli altri cani, fra cui il temibile Spitz. «Al termine della giornata si erano accampati in condizioni tristi e miserevoli sulle sponde del lago Le Barge. Una tempesta di neve, il vento che tagliava come una lama rovente, nonché l'oscurità, li aveva no costretti a cercare a tentoni un posto per accamparsi.»

  • Thirty Mile river dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Thirty Mile river

    «Il Thirty Mile River era senza ghiacci; le sue acque impetuose sfidavano il gelo, e, solo nei punti di risucchio e nelle insenature, il ghiaccio resisteva. Sei giorni di fatiche sfibranti furono necessari per coprire quelle terribili trenta miglia.»

  • Hootalinqua dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Hootalinqua

    «Quando giunsero all'Hootalinqua e al ghiaccio buono, Buck era esausto, e gli altri cani nelle stesse condizioni. Ma Perrault, per riguadagnare il tempo perduto, li faceva correre dall'alba fino alla tarda notte. Il primo giorno coprirono trentanove miglia, fino al Big Salmon; il giorno dopo altre trentacinque miglia, fino al Little Salmon; e il terzo giorno quaranta miglia, che li portarono molto innanzi, verso i Five Fingers.»

  • Dawson, Alaska dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Dawson, Alaska

    «[...] un tetro pomeriggio essi giunsero a Dawson, senza che il grande scontro avesse avuto luogo. Qui v'erano moltissimi uomini e un numero incalcolabile di cani, che Buck trovò tutti dediti al lavoro, come se fosse nell'ordine stabilito delle cose che i cani dovessero lavorare; tutto il giorno passavano avanti e indietro, per la strada provinciale, in lunghe mute, e i loro campanelli continuavano a tintinnare anche a notte.»

  • Yukon dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Yukon

    «Sette giorni dopo il loro arrivo a Dawson, essi stavano scendendo a tutta velocità per un argine scosceso, lungo i Barracks, sino alla pista dello Yukon, per poi dirigersi verso Dyea e Salt Walter.»

  • Pelly, Alaska dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Pelly, Alaska

    «Durante la prima giornata giunsero a Sixty Miles, percorrendo cinquanta miglia; e, la seconda giornata, li vide aumentare ancora di più l'andatura, su per lo Yukon, e ormai molto innanzi sulla strada di Pelly.»

  • Ibex valley dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Ibex valley

    «Una sera dopo il pasto, alle foci del Tahkeena, Dub scovò un coniglio delle nevi, ma non fu abbastanza pronto e se lo fece sfuggire. In un attimo l'intera muta era in subbuglio, urlante. Un centinaio di yarde più avanti c'era un campo della polizia del Nordovest, con cinquanta cani, tutti eschimesi, che si unirono alla caccia. Il coniglio saettò lungo il fiume, deviò per un piccolo affluente di cui risalì il letto ghiacchiato, e proseguì dritto per quella via; correva leggero sulla superficie della neve, mentre i cani dovevano aprirsi una strada a forza. Buck guidava il branco, composto da una sessantina di cani, ma, curva dopo curva, non riusciva a guadagnare terreno. Correva ventre a terra, guaendo nel fervore, con lo splendido corpo che saettava in avanti, balzo dopo balzo, nel debole chiaror della luna; e, balzo dopo balzo, come un pallido fantasma di ghiaccio saettava innanzi il coniglio delle nevi.»

  • Rink rapids dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Rink rapids

    Finalmente Buck sconfigge l'acerrimo nemico, il cane Spitz e ottiene il comando della slitta. «Alle Rink Rapids furono aggiunti due indigeni eschimesi, Teek e Koono, e la rapidità con cui Buck li sottomise tolse il fiato a François. -Io mai visto un cane come Buck,- gridò. - No, mai. Lui vale mille dollari, per Dio! Ah? Cosa dite, Perrault? E Perrault assentiva.

  • White Horse rapids dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    White Horse rapids

    «Il Thirty Mile River era abbastanza coperto di ghiacci, e, al ritorno, essi percorsero in un sol giorno il tratto che aveva richiesto dieci giorni all'andata. A gran velocità coprirono, in una sola tappa, sessanta miglia, dallo sbocco del lago Le Barge sino alle White Horse Rapids.»

  • Skaguay dal libro "Il richiamo della foresta | The Call of the Wild  (1903)" di Jack London

    Skaguay

    «Attraversarono Marsh, Tahish, Bennett (settanta miglia di laghi); filavano così svelti che, quello dei due uomini cui toccava per turno di rincorrer la slitta, doveva farsi trascinare attaccato a una fune. Infine, l'ultima notte della seconda settimana, raggiunsero le alture del White Pass, e discesero lungo il pendio verso il mare, avendo ai loro piedi le luci di Skaguay e le navi nella rada.»