Franz spezzerà i suoi rigidi schemi andando in Cambogia grazie all'invito di un amico a partecipare ad una Grande Marcia. «Si, dice Franz tra sè e sè, la Grande Marcia coninua, malgrado l’indifferenza del mondo, ma diventa nervosa e frenetica, ieri contro gli americani che occupavano il Vietnam, oggi contro il Vietnam che occupa la Cambogia, ieri per Israele, oggi per i Palestinesi, ieri per Cuba, domani contro Cuba e sempre contro l’America, ogni volta contro i massacri e ogni volta in appoggio ad altri massacri, l’Europa marcia e per seguire il ritmo degli avvenimenti e non lasciarsene sfuggire nessuno il suo passo diventa sempre più veloce, sicchè la Grande marcia è un corteo di gente che corre e si affretta e la scena è sempre più piccola, fino a che un giono non sarà più che un punto senza dimensioni.»
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