La Ville Lumière è città di incontri importanti, di amicizie poetiche e primo approdo lontano dal continente d'origine. Neruda descrive il carattere multietnico e brulicante del quartiere di Montparnasse: «Scomparivamo fra la folla fumante di Montparnasse, fra argentini, brasiliani, cileni. I venezuelani, in quel tempo sepolti sotto il regno di Gòmez, non si sognavano ancora di fare la loro comparsa. E più in là i primi indiani con le loro tuniche. E la mia vicina di tavolo, con il suo serpentello arrotolato attorno al collo, che sorseggiava con maliconica lentezza un café crème. La nostra colonia sudamericana beveva cognac e ballava tanghi, cogliendo il minimo pretesto per scatenare qualche colossale rissa e fare a botte con mezzo mondo.»